Come nasce abc Burmese Children Association

Alla fine del 2005, un gruppo di cinque amici di varia provenienza: Anna e Ruggero da Bergamo, Lilli e Franca da Milano e Concetta da Catania, decidono di organizzare un viaggio in Birmania. L’idea è nata per l’insistenza di Lilli che, affascinata da questa terra durante i suoi numerosi viaggi di lavoro, vorrebbe condividere il suo entusiasmo con gli amici. La Birmania ha lasciato dentro di lei una traccia indelebile tanto da farle sentire periodicamente la nostalgia per quei luoghi remoti e per le amicizie. Il viaggio si rivela degno delle migliori aspettative: panorami mozzafiato, distese di pagode dorate, vegetazione lussureggiante, magnifici templi buddisti, fiumi da risalire...
Tutto sembra proseguire secondo i programmi fino a quando Mabel, una grande amica birmana di Lilli, chiede alla piccola comitiva di amici occidentali in procinto di spostarsi verso il nord-ovest del paese di portare una busta con una sua offerta in denaro ad un monastero vicino a Sittwe, nella regione dell’Arakan. Bisogna specificare che in Birmania la vita religiosa regola il quotidiano e le offerte al tempio costituiscono parte integrante del culto e assicurano al fedele meriti nell’aldilà, ragion per cui anche i più poveri si privano di qualcosa per offrirlo attraverso i monaci, alla divinità.
Questa piccola busta modificherà l’esito del viaggio, infatti, il gruppo di amici sarà catapultato in una realtà inaspettata e sconvolgente. Il monastero è un edificio fatiscente, senza acqua né luce, in cui risiede un solo monaco di circa 23 anni e circa 60 bambini orfani, sporchi, affamati e malati, alcuni seriamente denutriti, quasi tutti con problemi di parassitosi, malattie della pelle, e delle vie respiratorie, in particolare i neonati.






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